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Fracking: secondo Gazprom, è insostenibile

Mercoledì 25 Luglio 2012, 13:13 in Gas, Geopolitica di

La Gazprom commissiona uno studio ad una compagnia americana, e smonta le mirabilie economiche del fracking. Grande scandalo generale.

gazprom8.jpg

Uh ma che interessante 'sta cosa. Che sul fracking fosse in corso una guerra ambientale è risaputo, che ce ne fosse anche una tecnico-scientifica anche, e persino di quella economica si conosce; ma che adesso diventasse una questione di geopolitica energetica non me lo aspettavo.  (foto:infophoto)

La Gazprom dice la sua su shale gas e fracturing, entra nella querelle a piedi pari e smonta il castello. Così riporta Platts:

La compagnia pubblica Gazprom, la più grande compagnia di gas del mondo, ha dichiarato che il boom del gas di scisti negli Stati Uniti è economicamente insostenibile, e basa le proprie dichiarazioni su dati forniti da uno studio di consulenza americano che ha sede ad appena 20 miglia dalla Casa Bianca.

Secondo lo studio della Pace Global Energy Services commissionato da Gazprom, i costi reali del gas di scisti sarebbero superiori del 150% rispetto ai guadagni che si stanno attualmente realizzando, e di certo nel medio e lungo termine. Ma le compagnie continuano a fare fracking perché, nel processo, producono anche dei gas liquefatti di alto valore.

Inoltre, presto i costi aumenteranno perché si costringeranno le compagnie a prendere provvedimenti contro l'inquinamento delle falde acquifere. Si può produrre certamente oro dall'acqua di mare, ma ha economicamente senso? Conclude Gazprom.

Naturalmente, queste analisi della compagnia russa hanno destato un vespaio. Grande indignazione arriva dalle anime candide, che accusano Mosca di causare panico per scoraggiare i "clienti" internazionali dal comprarsi le nuove tecnologie USA per il fracking, onde continuare a vendere gas russo. Che vergogna, pagare studi scientifici per influenzare il mercato! Una cosa davvero inaudita, mai vista prima!

Meglio: vista e stravista, dato che è una tecnica di marketing usata in tutti i settori (dal petrolio al farmaceutico al militare all'alimentare), per appioppare al mondo le proprie patacche con l'avallo "scientifico". Ma è solo quando sono i concorrenti a farlo, che viene denunciata a gran voce con grave scandalo e profondo sdegno. C'è da sdegnarsi per tale sfacciata ipocrisia, piuttosto.

O piuttosto, non sarà che dopo aver inondato il mondo con costosi studi "scientifici" vòlti a dimostrare che il fracking è un'imperdibile meraviglia, finalmente sono invece i russi a togliergli il tappeto da sotto i piedi e ad averci azzeccato?

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2 commenti
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30 Lug 2012
alle 14:33

Roberto Tassinari

Certo che non ci credo a priori alle parole della Gazprom, ma non vedo nessun motivo per credere alle parole degli Americani , che dicono letteralmente:
Trivelleremo un sacco di pozzi , poi inietteremo una miscela di sostanze chimiche nel sottosuolo ,per fare fuoriuscire gli idrocarburi.
Questi pozzi avranno un rendimento molto alto all'inizio , i liquidi che dovranno essere iniettati dovranno essere riscaldati.
Gli idrocarburi ottenuti saranno di scarsa qualità e dovranno essere lavorati più di quelli tradizionali.
Senza parlare di inquinamento ambientale lo shale gas ha un EROEI più alto rispetto a al petrolio tradizionale o rispetto al fotovoltaico, quindi , alla lunga non conviene.
Ne consegue che si è formata una bolla speculativa, hanno fatto un sacco di pozzi , che però in poco tempo smetteranno di produrre (il difetto dei pozzi orizzontali è che finiscono presto.
Quando ci saranno da trivellare nuovi pozzi i nodi verranno al pettine , anzi mi sembra che ci siano già arrivati.
I russi hanno molto petrolio tradizionale , ma necessitano di investimenti enormi per prospezione , trivellazione e linee di trasporto.
Dato che i soldi non sono infiniti vedono come il demonio lo shale gas, dato che sottrae a loro della liquidità
Certo che il petrolio russo è di qualità inferiore (= meno gasolio) e costa di più estrarlo e trasportarlo , ma ha comunque un EROEI migliore e , alla lunga prevarranno loro.
Certo , finché non si arriva al picco......

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27 Lug 2012
alle 00:31

Anonymous User

Interessante, ma anche senza gazprom in quest'ultimo periodo in eni c'è un dibattito sulla convenienza del fracking.
In America rende perché sono state le piccole compagnie a svilupparlo, senza troppo riguardo per le normative di sicurezza e ambientali e infatti è stato un casino.
In Europa sono le grnadi compagnie a interessarsene, e il margine di guadagno è davvvero minimo, anzi secondo qualcuno non esiste nemmeno, a meno che non si accettino deroghe sulle procedure.
Gazprom sarà di parte ma ha ragione.

Anacho


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