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Ott 0931

Ma non c'era un posto più brutto?

Pubblicato da Debora Billi alle 23:58 in Energia


HornedLizardI.jpg

Magari qualcuno troverà questo post troppo buonista. Sapete, anche a me si cariano i denti quando leggo certe esagerazioni sui poveri animaletti che noi diabolici duezampe sottoponiamo a chissà che abusi, e che sarebbe meglio estinguere la specie umana anziché far soffrire un solo povero innocente cucciolo di scarafaggio.

Però altre volte mi chiedo se non lo facciamo apposta a esercitare crudeltà, pressapochismo e disinteresse verso la pelliccia altrui. Il fatterello che leggo dalla California si configura come un altro di quei casi in cui "glielo ha detto il diavolo", perché non regge neppure alla prova stupidità. (En passant: la teoria del diavolo si fa ogni giorno più plausibile, direi).

Ecco qua: in California si progettano tante belle e innovative centrali fotovoltaiche, che per rispettare la legge del 30% di energia rinnovabile entro il 2020 dovranno produrre ben 5.300 megawatt di energia elettrica. I progetti sono un pezzo avanti, e si è già individuata l'area dove le compagnie interessate dovranno procedere con gli impianti.

Si tratta di un'area protetta. Ci vivono lucertole cornute, una colonia di tartarughe, specie rare di cactus, e vi sono stati reperiti antichi manufatti indiani. L'area protetta è in mezzo al deserto, certamente, e se non facciamo centrali fotovoltaiche nei deserti dove diamine dobbiamo farle? In fin dei conti, poi, il deserto non è esattamente l'Amazzonia quanto a pullulare di vita, e se dobbiamo fermare anche i progetti sostenibili per quattro lucertole stiamo freschi. Almeno, questo è quanto non a torto sostengono alcuni. 

C'è anche un altro punto di vista però. Tutta la California è soleggiatissima. Non esistono, in tutto lo Stato, posti da schifo? Che so, centri commerciali abbandonati, discariche, campi incolti e persino inquinati? Su, se ci pensiamo bene riusciamo a trovare chissà quanti postacci da noi già abbondantemente rovinati e in attesa solo di un'occasione per riscattarsi. Con la devastazione del territorio che abbiamo prodotto negli ultimi cinquant'anni, c'è solo la difficoltà della scelta.

Premesso allora che è sacrosanto costruire centrali alternative, perché perseguire la solita vecchia strada di continuare a distruggere i pochi posti rimasti incontaminati? Forse perché i posti incontaminati sono in genere demaniali e quelli malamente antropizzati appartengono a qualcuno? Orsù, facciamo il lavoro fatto bene fino in fondo, e ricicliamo quanto di brutto abbiamo costruito, o quanto di bello abbiamo distrutto, per scopi finalmente più nobili.

Con molte grazie anche dalle lucertole cornute.

 

Ott 0928

Obama modernizza la rete elettrica... come in Italia?

Pubblicato da Debora Billi alle 11:23 in Energia, Italia


Obama_Smart_Grid.jpg

Annuncio storico in USA: Obama finanzia con 3,4 miliardi di dollari l'operazione "rete elettrica", ovvero l'installazione degli smart meters in tutte le case, definendola il più grande investimento nella modernizzazione della rete elettrica nella storia del Paese.

Dall'operazione ci si aspetta naturalmente la creazione di posti di lavoro e soprattutto un notevole risparmio in termini di consumi energetici, oltre ad un impulso per i produttori di energia solare ed eolica.

E qui da noi? Beh, gli smart meters li abbiamo da anni, e credo siamo stati il primo Paese al mondo ad installarli. Certo, forse si potrebbero usare in modo più smart... 

 

Ott 0914

Rifiuti nucleari a cielo aperto.

Pubblicato da Debora Billi alle 11:28 in Energia


Via vogliaditerra apprendo una notizia che apre prospettive inquietanti, conoscendo il disgraziato Paese in cui ci tocca di vivere.

Un'inchiesta giornalistica francese (lì possono farle, probabilmente hanno ancora copertura legale) ad opera della TV Arté e del quotidiano Liberation ha scoperto che il 13% delle scorie radioattive francesi è stato scaricato nel complesso russo di Tomsk-7 in Siberia anzichè stoccato nell'apposito sito di Le Hague. I rifiuti nucleari, in Russia, sono abbandonati a cielo aperto come se niente fosse, e lo scandalo sta travolgendo Electricité de France che sembra scaricare gli scomodi avanzi anche in Niger, sempre a cielo aperto.

Nel video qui sotto, potete vedere il trailer dell'inchiesta.

Il primo pensiero che sorge alla mente è davvero ovvio. Si sta spingendo per un ritorno del nucleare in Italia: riusciamo ad immaginare cosa non saranno capaci di inventarsi con le scorie radioattive? Un mese fa si parlava delle navi dei veleni (ormai scomparse dalle cronache), sbalordendo per l'ottusità che porta a scaricare rifiuti tossici nel mare sotto casa. I francesi, prudentemente, inquinano a migliaia di chilometri dal loro orticello... i nostri poco furbi camorristi, che saranno probabilmente addetti a gestire le italiche scorie, riusciranno a seppellirle sotto il Colosseo, il Duomo, la laguna di Venezia, o le ficcheranno in qualche capannone in valpadana così non dovranno scomodarsi troppo.

Il nucleare è poco economico, non conveniente, pericoloso. Ma più di tutto, in Italia non ce lo possiamo permettere: occorre un livello minimo di onestà e correttezza che qui da noi ha passato il picco da un pezzo.

 
 
Ago 0924

Condizionatori spenti, eh?

Pubblicato da Debora Billi alle 11:44 in Energia


ventilatore.jpg

Molto interessante e significativo il rapporto Terna sui consumi elettrici italiani nel mese di Giugno 2009. Sul fronte della domanda recita:

• una richiesta di energia elettrica in Italia (26,3 miliardi di kWh) in diminuzione del 6,6% rispetto a quella registrata nel mese di giugno 2008.
• una variazione della domanda rettificata pari a -7,6%, ottenuta depurando il data dagli effetti  congiunti di calendario e temperatura. A giugno 2009 si sono avuti un giorno lavorativo in più rispetto a giugno 2008 e una temperatura media superiore di circa 0,5 gradi centigradi.
• una potenza massima richiesta di 48.904 MW raggiunta martedì 16 giugno alle ore 11 con una diminuzione del 11,6% sul valore registrato nel corrispondente mese dell’anno precedente.

Un sacco di gente apparentemente ha optato per l'economico (ed ecologico) ventilatore. Sarà la crisi?

 

Ago 09 6

La srl del nucleare.

Pubblicato da Debora Billi alle 08:41 in Energia


nanosarcosi.jpg

Avrete sentito parlare dello strombazzato accordo sul nucleare di ENEL-EDF. Il primo passo per il ritorno del nucleare in Italia! Un evento storico! Una joint venture tra due delle più importanti compagnie energetiche europee!

Ebbene, tale storica joint venture si chiama 'Sviluppo Nucleare Italia srl'. Una srl, avete letto bene, come il grossista di calzini sotto casa. Dal che, si può facilmente dedurre che stiamo facendo il bis dell'altro "storico accordo" di cui parlammo nel febbraio scorso. La scatola vuota in cui si annunciavano 4 centrali nucleari che nell'accordo non erano neppure menzionate.

Dice un amico con la lingua lunga:

E' fumo, è finto come l'accordo, un 'memorandum', no stanziamenti, no localizzazioni, no impegni, no inizio lavori, nulla, solo annuncio fatto dal duo nano-sarcosì a scopi mediatici tranquillizzanti il loro parco buoi senile di elettori terrapiattisti.
Certo, Sviluppo Nucleare Italia srl (ahaha, una srl...) produrrà bene qualche milione di euro di coffee-break, e che non ci sta un briefing con un minimo di brainstorming prima e un tot di follow-up poi, e qualche centomila di fatturazione
Alitalia per convegnistica barocca... I nuovi enti inutili postmoderni.

 

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