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Dic 0912

La Hubbert femmina.

Pubblicato da Debora Billi alle 12:16 in Esperti


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Nel 2000, molto prima che autorevoli studiosi, come Simmons e Heinberg, scrivessero anche una sola riga, la signorina Marie Plummer Minniear pubblicava uno studio per il suo master in geologia dal titolo Prevedere il Permanente Declino della Produzione Petrolifera. Marie stabiliva, nel suo lavoro, che il picco del petrolio sarebbe probabilmente avvenuto nel 2008.

Assumendo che le riserve di petrolio estraibile corrispondano a 2,210 miliardi di barili (Q) e che la crescita nella produzione continui con una media dell'1,74% l'anno, il punto mediano arriverà nel 2009. Però, dal 1995, la produzione annuale è cresciuta più velocemente dell'1,74%. La produzione globale è aumentata del 2,59% nel 1997. Assumendo che Q è uguale a 2.210 miliardi di barili e che l'aumento di produzione resterà stabile al 2,59% annuo, il picco arriverà nel 2008.

Non ricordo proprio cosa accadeva nell'ormai lontanissimo 2000: io il picco l'ho scoperto nel 2003, sul forum del peak eravamo 4 gatti e nessuno ne parlava né in Rete né tantomeno sui media. C'era ancora Clinton, per capirci, e il barile costava 20 dollari, si tratta di storia antica. I pochissimi geologi che se ne occupavano, quasi per hobby, si accapigliavano sulle date: 1999? 2015? Nessuno ne aveva la più pallida idea.

La studentessa Marie, invece, ci ha azzeccato in pieno (trovate il suo lavoro qui e un commento su TOD ). D'altronde si sa, Cassandra era femmina...

 

Nov 0925

Sondaggio Reuters: sorpasso nel 2010.

Pubblicato da Debora Billi alle 19:29 in Esperti


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La Reuters fa i sondaggi tra gli esperti del petrolio, in particolare analisti e responsabili di organizzazioni mondiali, e i risultati non lasciano dubbi: la domanda di greggio, nel 2010, supererà l'offerta. Arriva il fatidico evento che da tempo temiamo.

C'è da credergli? Altri esperti,ad esempio quelli di Heating Oil, hanno dubbi e insinuano interesse professionale da parte degli analisti per mantenere "caldo" il mercato petrolifero. In realtà le motivazioni per una tale prospettiva non sono campate in aria. Riporta Reuters:

Il crescente uso di petrolio nel mondo probabilmente sorpasserà il ritmo dell'offerta nel 2010, erodendo anche le enormi riserve di greggio che si sono accumulate dall'inizio della crisi economica mondiale.

E come mai questa domanda improvvisamente tornerà a crescere? I punti deboli solo la capacità OPEC di mantenersi ai ritmi consueti, e soprattutto la prevista domanda crescente della Cina. Nulla di nuovo per noi, ma forse per la prima volta gli esperti offrono numeri precisi: crescita della domanda di 1,3 milioni di barili al giorno, contro una crescita dell'offerta di 800.000 barili.

A me pare persino ottimistica...

 

Nov 0911

La "bomba" del Guardian: il peak oil fa paura.

Pubblicato da Debora Billi alle 10:34 in Esperti, Peak Oil


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Non si parla di altro, nel mondo petrolifero. Mi riferisco alle rivelazioni del principale quotidiano inglese, il Guardian, che verso le questioni energetiche ha sempre avuto un occhio di riguardo.

L'articolo è uscito due giorni fa, in previsione del rilascio del nuovo World Energy Outlook da parte dell'International Energy Agency, e spara a zero proprio sui dati forniti dall'IEA. Il succo delle pesantissime accuse è il seguente: i dati sulla produzione petrolifera vengono distorti e falsati dietro pressione statunitense, siamo in realtà molto più vicini all'esaurimento delle risorse petrolifere di quanto si pensi e si cerca di evitare il panico. Il World Energy Outlook viene considerato vangelo dai governi quando devono prendere decisioni in materia energetica, e il fatto che fornisca dati falsi mette a rischio il futuro di tutto il pianeta. Siamo già entrati nella peak oil zone, e la situazione è veramente brutta, dice un esperto IEA che vuole restare anonimo. 

Fin qui il Guardian del 9 Novembre. La notizia ha ovviamente generato un'infinità di polemiche sui media, e l'accusa principale al Guardian è quella di dare voce ad anonimi (anche se io qualche sospetto su chi sia uno dei misteriosi anonimi ce l'avrei...). Ma è indubitabile che l'IEA ha da tempo parecchie questioni a cui rispondere, e il suo Outlook sembra sempre più traballante. Come quando sostiene che la produzione non-OPEC è destinata a raggiungere il picco entro il 2010 ma contemporaneamente resta aderente al mantra generale scolpito nella pietra che vuole il picco globale nel 2030. Le due cose sono, ovviamente, inconciliabili (ancora di più lo sono considerando che il non-OPEC ha piccato 5 anni fa, come abbiamo recentemente ricordato).

Ma non finisce qui: il quotidiano ribadisce le accuse con un altro articolo nella giornata di ieri, che titola "Hanno troppa paura per pubblicizzare la realtà del peak oil", in cui si afferma:

L'establishment economico internazionale, inclusa l'IEA, ha in mente un unico proposito molto chiaro: niente panico. La loro missione sembra solo quella di mantenere i mercati tranquilli. (...) Molte persone hanno visto arrivare il picco, ma sono state marginalizzate, costrette al silenzio e l'evidenza è stata relegata alle note a piè di pagina. (...) Finora, nell'affrontare quest'immane sfida, il nostro sistema politico ed economico è stato incapace di fare i conti con la realtà. Siamo stati obbligati ad andare avanti nell'illusione che abbiamo un sacco di tempo per rimediare e che non abbiamo bisogno neppure di parlarne, o di pensare a come sarebbe il mondo senza fiumi di petrolio. La realtà è diventata troppo pericolosa.

Credo che stiamo assistendo ad un momento storico. Tempi interessanti, nevvero?

 

Ott 0920

ASPO Italia III a Lucca.

Pubblicato da Debora Billi alle 21:38 in Esperti, Peak Oil


Il terzo appuntamento per il convegno ASPO Italia è a Lucca, il 23 e 24 Ottobre 2009. Io non ci sarò per sopravvenuti problemi familiari, e mi dispiace molto perché pensavo di andarci vestita anni '30, tanto per sottolineare la futura situazione di "pane nero" del nostro Paese.

Mando tanti auguri a tutti i partecipanti, vecchi amici sempre nel mio cuore, con la speranza di rivederli comunque presto.

In onore di ASPO Italia, crogiolo di brillantissime menti italiane, ecco il ricordo di un altro grande italiano che non smetteremo mai di rimpiangere.

 
 
Ott 0919

Aspo e Maugeri, diatribe inesauste.

Pubblicato da Debora Billi alle 23:34 in Esperti, Peak Oil


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Inesausta la diatriba che separa gli aspisti da Leonardo Maugeri, direttore Strategia e Sviluppo di ENI. Le polemiche a distanza non finiscono mai, ma occorre ben precisare che si tratta di un avversario di tutt'altro spessore rispetto ad esempio allo sbeffeggiato Daniel Yergin del CERA (quello del barile espresso in yergins*, appunto) e ad altri che non menziono per carità di Patria.

Maugeri è persona talmente in gamba e preparata che sembra impossibile non dia ragione all'ASPO! E per smentirlo, non bastano due battutacce: ci vuole un articolone su TOD ad opera nientemeno che di Colin Campbell e Jean Laherrere, due colonne di ASPO International.

L'articolo è in risposta ad un ampio studio (qui il sunto) pubblicato da Scientific American, in cui Leonardo Maugeri, analizzando le sorti di un giacimento californiano, coglie l'occasione per dimostrare come le fosche previsioni di depletion vengano spesso e volentieri smentite dai fatti. Campbell e Laherrere gli fanno le pulci e lo colgono, neanche a dirlo, in fallo: trovate su TOD la lunghissima questione con tanto di grafici.

Cattivella però la conclusione: Forse Maugeri dovrebbe dire al suo Amministratore Delegato dove si trovano tutte queste riserve ancora inesplorate e non scoperte, per aiutare l'ENI a rimpiazzare le sue riserve.

E chi è l'Amministratore Delegato? Urgh, Scaroni...

*(19/10: il barile ha toccato i 2 yergins)

 

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