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Categoria: « Geopolitica | Italia | Peak Oil »
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Nov 0918

Oggi è una brutta giornata.

Pubblicato da Debora Billi alle 11:21 in Italia


Oggi è una brutta giornata. Una di quelle che ti costringono a concludere che il tuo lavoro è inutile, che in sostanza non può che andare peggio, che non esiste possibilità di combattere per diritti e giustizia che appartengono in realtà a pochi altri e non a noi.

Una di quelle giornate in cui vedi la tua vita solo come tanto fiato sprecato, tanto tempo buttato, tanta energia male impiegata. Perché non mi dedico allo shopping? Ci sto seriamente pensando...

 
 
Nov 0917

Consumi carburanti. In calo?

Pubblicato da Debora Billi alle 10:42 in Italia


biodiesel4.jpg

Qualcuno mi chiedeva di parlare del consumo dei carburanti negli ultimi tempi, che sono evidentemente in calo.

Per quanto riguarda il mese di Ottobre 2009, la flessione dei consumi petroliferi in Italia rispetto allo scorso anno segnala un -6% pari a circa 2 milioni 700 mila barili. In particolare,la benzina ha subito un calo del 6,2 e il gasolio da autotrazione del 2,5. Interessante però l'aumento del GPL, di ben il 10%, il che significa che i consumi stanno sì calando, ma si stanno anche spostando verso carburanti alternativi. Vi vengono anche un pochino spinti, ad essere franchi, e chissà se perdurerà il basso costo del GPL o subirà aumenti nel tempo come è accaduto al gasolio nel momento di massima popolarità.

Intanto, il governo cancella gli incentivi ai biocarburanti pur di raccattare tre lire, e ciò è causa di polemiche. La FAO ricorda che i biocarburanti "sono un'opportunità ecologica con forti rischi sociali", insomma cibo dirottato nei serbatoi delle auto. Ne abbiamo parlato moltissimo qui, nei mesi e anni scorsi, in particolare rileggetevi questo post, ma anche questo, e infine questo reperto archeologico. L'opposizione grida all'arretratezza e alla perdita di opportunità rispetto agli altri Paesi, ma si sa che l'opposizione italiana ha un'idea di "modernità" collocata almeno dieci anni indietro.

Infine, una chicca che mi era sfuggita: pare che Scaroni, al Forum sul Clima di New York dello scorso 30 Ottobre (non gli sto più dietro, a questi Forum sul clima) abbia affermato che occorre aumentare le accise sulla benzina: se il prezzo del diesel e della benzina fosse davvero molto alto, gli utenti finali smetterebbero di comprare auto a motore termico per passare a veicoli a trazione elettrica. Stento a credere ad un'affermazione simile da parte del CEO dell'ENI, e se trovate altri riscontri fatemelo sapere...

 

Nov 0910

Il copywriter di ENI vince un premio.

Pubblicato da Debora Billi alle 11:03 in Italia


enisost.jpg

 

Tutti a scandalizzarsi. ENI ha vinto un premio, il CSR Online Award Global Leaders per la comunicazione web in materia di responsabilità sociale di impresa e sostenibilità dello sviluppo, e a un sacco di gente vengono i capelli bianchi nel sentire una compagnia petrolifera associata a parole quali "sostenibilità" e "responsabilità sociale".

Vorrei spezzare una lancia a favore dell'ENI. Cosa c'è di male in tutto ciò? Se leggete bene, ma proprio bene bene, non è mica stata premiata per la sua condotta umana e ambientalista: nessuna compagnia petrolifera potrebbe mai ambire a tanto, neppure se ad assegnargli il premio fosse la mamma. Ha invece vinto esclusivamente per i meriti della sezione del suo sito web dedicata alla sostenibilità, ovvero questa.

Ecco alcune motivazioni, dal lancio AGI:

Secondo lo studio, il primato di Eni e' da ricondurre alla eccellente qualita' e concretezza dell'informazione fornita nella sezione Sostenibilita' del proprio sito internet, in cui vengono comunicati in modo puntuale ed esaustivo risultati raggiunti e obiettivi futuri, e illustrati in dettaglio i progetti e le iniziative realizzate. (...)
Si sottolinea innanzitutto la completezza delle informazioni che la societa' fornisce sia in relazione alle performance conseguite nella tutela ambientale, sia sulle caratteristiche del sistema di gestione delle relative attivita', con particolare evidenza delle certificazioni, e sui singoli case study. Inoltre, si evidenzia la buona qualita' dell'informazione fornita sulle politiche di sostenibilita' intraprese da Eni (...). Ottimo anche il giudizio sul linguaggio, che si contraddistingue per leggibilita' e chiarezza, anche attraverso l'uso di soluzioni grafiche che aiutano la sintesi e la fruibilita' delle informazioni.

Mi sento, data l'antica e decennale esperienza, di porgere i miei migliori complimenti al "collega" copywriter che ha prodotto un lavoro di tale qualità ad un livello così eccelso. Auspico inoltre che tutte le aziende italiane capiscano l'importanza della comunicazione sul web.

Quanto a tutta la restante polemica: la sostenibilità e la responsabilità sociale fanno parte della categoria "immagine". Mettetevelo in testa...

 

Ott 0928

Obama modernizza la rete elettrica... come in Italia?

Pubblicato da Debora Billi alle 11:23 in Energia, Italia


Obama_Smart_Grid.jpg

Annuncio storico in USA: Obama finanzia con 3,4 miliardi di dollari l'operazione "rete elettrica", ovvero l'installazione degli smart meters in tutte le case, definendola il più grande investimento nella modernizzazione della rete elettrica nella storia del Paese.

Dall'operazione ci si aspetta naturalmente la creazione di posti di lavoro e soprattutto un notevole risparmio in termini di consumi energetici, oltre ad un impulso per i produttori di energia solare ed eolica.

E qui da noi? Beh, gli smart meters li abbiamo da anni, e credo siamo stati il primo Paese al mondo ad installarli. Certo, forse si potrebbero usare in modo più smart... 

 

Ott 0925

Ma quanto mangiate?

Pubblicato da Debora Billi alle 12:55 in Italia, Risorse


Nelle discussioni sulla fine dell'era petrolifera, molto spesso è centrale il problema dell'agricoltura, dell'alimentazione, insieme a quello della sovrappopolazione.

Ogni tanto leggo il bel blog gastronomico di Bressanini sull'Espresso, e credo sarebbe sorpreso di veder citato il suo più recente post in un contesto molto diverso da quello che ha rappresentato lui. Cosa mangiavano gli italiani una volta? diventa qui Ma quanto diamine mangiano gli italiani oggi? I grafici proposti da Bressanini danno molto da pensare. Osservate questo (cliccate per vederlo grande):

carne-pesce.gif

Si tratta del consumo di carne e pesce in Italia negli ultimi centocinquant'anni circa. Dalla metà dell'800 alla metà del secolo scorso il consumo pro capite era stabile tra i 15 e i 25 chili l'anno. Oggi siamo quasi a 150. 150 chili di carne procapite l'anno. Si tratta di mezzo chilo al giorno: un vero sproposito, in cui certo nessuno di noi si riconosce. Come mai? Anzitutto, perché molta è la carne "occulta": la bistecca non supera magari i due etti, ma poi bisogna considerare il macinato nel ragù, la fetta di prosciutto nel tramezzino, la salsiccetta come antipasto. A ciò, va aggiunto il quantitativo di carne che ogni giorno viene gettata via nella ristorazione, nelle mense, nei supermercati perché invenduta. Tutto fa media.

Tornando al nostro discorso: sembra che la popolazione italiana se la cavasse benissimo anche con un quinto della carne che si consuma oggi. La mortalità era superiore? Certo: ma non vorrete mica confrontare anche gli ospedali, l'igiene e  riscaldamenti a disposizione. Forse compensavano mangiando più farinacei? Ecco l'altra sorpresa:

cerealiitalia.gif
Esatto: il consumo di farinacei, nel nostro Paese, è rimasto praticamente identico nell'ultimo secolo e mezzo, con alcuni alti e bassi e con qualche variazione di gusto: più pasta e meno polenta, ad esempio.

In aumento anche (sorprendentemente, e per fortuna direi) il consumo di frutta e verdura. I nostri nonni mangiavano molte meno delizie dell'orto di quanto a noi ambientalisti piace sognare.

Insomma: a conti fatti oggi siamo a 600 chili di cibo pro capite l'anno, contro i circa 380 di prima della guerra (periodo autarchico e prospero, a giudicare dalle statistiche). Ancora convinti che se dovessimo calare la produzione di cibo del 40% moriremmo tutti di fame? Ancora convinti che dovremmo far fuori il 40% della popolazione pur di continuare a rimpinzarci di bistecche e salsicce cinque volte di più dei nostri genitori e nonni, che pure campavano dignitosamente?

Non sarà invece che questo assurdo eccesso di produzione e consumo porti anche ad un assurdo spreco, e invece di prospettare apocalissi faremmo meglio ad abituarci ad una vita... semplicemente più normale? 

 

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