Il diritto alla scomparsa della monnezza.
Pubblicato da Debora Billi alle 09:58 in Current Affairs, Italia
Sarò talebana io, ma a me questa faccenda della monnezza ricorda tanto la questione del "diritto alla benzina". Non voglio entrare nel merito di Napoli, della camorra, delle beghe bassoliniche: ma noto che tutti noi consideriamo un diritto inalienabile e conferito dal Cielo che la monnezza che produciamo semplicemente scompaia dal nostro cospetto, come per magia.
Per millenni, gli esseri umani hanno vissuto nella puzza, nella sporcizia e nelle conseguenti malattie. La società moderna (leggi:petrolifera) ci ha offerto la magnifica opportunità di eliminare questo destino ineluttabile. E come per tutti gli altri doni del petrolio, l'abbiamo sprecato fino a finirci seppelliti sotto.
Racconta Econonviolenza (ma non so la sua fonte) che a distanza di 6 mesi in casa nostra rimane solo un misero 1% circa di quanto acquistiamo e vi portiamo. Pare incredibile, ma siccome buona parte degli acquisti si fanno al supermercato (abiti e mobili sono acquisti molto più occasionali) è purtroppo probabile. Inoltre, dice che produciamo ormai al giorno oltre 1,5 Kg pro capite di rifiuti oltre a quelli industriali. Bastano questi due conticini per capire che il problema è a monte: ovvero, se vogliamo che la monnezza continui a scomparire magicamente tocca entrare nell'ottica di produrne molta meno.
Ma ahinoi! Ciò non è solo nostra responsabilità. E' il sistema economico, che richiede si produca "ricchezza" attraverso imballaggi sempre più pesanti e prodotti sempre più usa-e-getta, che addirittura ormai ha fatto sistema dell'obsolescenza programmata (<--- toh, godetevi Roberto Quaglia), quella per cui un oggetto è prodotto appositamente per durare un paio d'anni e non di più.
Ogni cosa finisca nella spazzatura fa PIL. Fa "ricchezza". Fa "girare l'economia". Ogni oggetto che disgraziatamente dura, che viene riciclato, riusato, convertito è un colpo al cuore di un sistema che funziona solo sul consumo e lo spreco. Da qui, se ne deduce che attendersi che la politica agisca contro l'economia è sogno di bimbo, dal quale dovremmo essere usciti da un pezzo.
Nessun politico, pagato e sostenuto dai poteri economici esistenti, farà leggi che scoraggino la produzione di monnezza inutile. Così come nessun politico farà mai leggi che scoraggino l'uso dell'auto o lo spreco di preziosa benzina. I cancrovalorizzatori rientrano nel quadro: produciamo più monnezza, con cui produrremo più energia per produrre ancora più monnezza.
Io ci sento solo puzza di guai.
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