C'è chi si prepara per la guerra all'Iran

E' uno dei soliti allarmi periodici, che si risolvono in nulla, oppure i venti di guerra contro l'Iran soffiano sul serio? C'è chi ci crede: interi Paesi, e persino fondi speculativi

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Non ci ho mai creduto troppo. Da sei anni scrivo questo blog, e da sei anni periodicamente si grida all'imminente guerra contro l'Iran. USA, Israele, Paesi del Golfo ogni tanto infiammano il dibattito, minacciano a destra e a manca, l'Iran replica preannunciando sfracelli, e poi tutto rientra e per qualche mese non se ne parla più. Chissà chi è a guadagnarci, da tutte queste spacconerie.


Sembra proprio che stiamo vivendo nuovamente una di quelle fasi. Che suona ancora più inverosimile del solito, vista la situazione economico-finanziaria in cui versano il pianeta e molte delle nazioni coinvolte. Però c'è qualcuno che ci crede: ce lo racconta la Reuters.

Le nazioni importatrici di petrolio, gli hedge funds e le grandi raffinerie petrolifere si stanno silenziosamente preparando per uno scenario da Armageddon: un attacco all'Iran che bloccherebbe le esportazioni petrolifere dal secondo principale produttore OPEC.


Tra i Paesi che stanno prendendo precauzioni la Cina e l'India, e pare che anche l'International Energy Agency abbia emesso un report segreto (ottenuto da Reuters) che elenca le statistiche più vitali del settore petrolifero iraniano, incluse le destinazioni del greggio.


Anche gli hedge funds, specialmente quelli con vocazione macroeconomica, hanno preso nota e stanno comprando opzioni call per cautelarsi e guadagnare in caso di grossi rialzi del greggio.


Insomma, loro sembrano proprio crederci.


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