Siria: Export Land Model, e motivi di irritazione

La Siria ha probabilmente raggiunto il punto di non ritorno per ogni Paese produttore di petrolio: il consumo interno assorbe l'intera produzione, in calo. E non si esporta più.

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Come sappiamo, l'Export Land Model è un grafico che incrocia produzione, consumo ed esportazione di petrolio di ogni Paese del mondo. E' spesso fondamentale per capire gli scenari che si sviluppano intorno ad un'area: non basta infatti dire "E' per il petrolio", bisogna vedere come viene usato quel petrolio.


La Siria è al momento nell'occhio del ciclone, e molti hanno concluso nel solito modo: "E' per il petrolio". Si, ma la Siria ha una produzione petrolifera piuttosto bassa, niente a che vedere con altri Paesi produttori dove si è urgentemente esportata la democrazia, quali Iraq o Libia.


La produzione siriana attuale è meno di 400 mila barili al giorno (neanche 4 volte la produzione della Basilicata), il picco è avvenuto nel 1996 a circa 600 mila. Mazamascience, che offre i migliori grafici Export Land Model, non ha altri dati per la Siria, così ce li troviamo da soli. Ecco il dato relativo al consumo interno, da Indexmundi:

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Si vede benissimo: dalla metà degli anni '90, il progressivo calo della produzione di petrolio si è accompagnato senza soluzione di continuità ad un costante aumento dei consumi interni. Il dato è fermo al 2009, e oggi siamo al 2012: forse le due linee si sono finalmente incontrate, e la Siria ha smesso del tutto di esportare? Vediamo l'export:


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Purtroppo anche queste sono "aggiornate" al 2008, ma già 4 anni fa si erano ridotte a circa 150 mila barili. Il punto in cui siamo oggi è probabilmente assai vicino allo zero.


Riassumendo insomma questo Export Land Model un po' spezzettato, scopriamo che anche in Siria si verifica quello che abbiamo riscontrato in molti altri Paesi produttori: giacimenti in esaurimento, e popolazione crescente. La pericolosa mistura porta all'esplosione del consumo petrolifero interno, e al prosciugarsi improvviso delle esportazioni verso altri Paesi assetati.


"Qualcuno sta usando il nostro petrolio", ho scritto tempo fa, e stavolta i colpevoli sono i siriani.


Grafici - Indexmundi

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